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Domenica, 25 Febbraio 2024
Il futuro del Tito Minniti

Aeroporto dello Stretto, nell'aggiornamento Aip la nuova procedura non c'è

Mentre si avvicina il debutto di Ryanair a Reggio Calabria, continua ad essere poco chiara la situazione delle restrizioni operative

C'è attesa a Reggio Calabria per l'arrivo di Michael O'Leary, che presumibilmente la prossima settimana sarà in città (secondo quanto annunciato dal governatore calabrese Roberto Occhiuto) per presentare il piano della base pronta ad esordire nell'aeroporto dello Stretto. Intanto nello scalo tutto è apparentemente fermo a quando, pochi giorni fa, sono apparse le postazione di check in della compagnia irlandese. 

Sappiamo già che entro marzo il Tito Minniti accoglierà il velivolo che segnerà la base della low cost, e che tutti i voli saranno operativi dal prossimo 1 aprile. A breve avremo i dettagli dei collegamenti (destinazioni, frequenza e tariffe), e soprattutto ci diranno in che modo la società ha deciso di volare nell'aeroporto di Reggio, dove la situazione della pista è sempre quella che ha atavicamente tenuto lontana Ryanair. 

La nuova procedura non è pubblicata nell'aggiornamento delle carte Aip

Appare infatti ridimensionata la grande novità della procedura RNP AR, che Enac ha approvato per modificare il tracciato di volo e ridurre quella curvatura finale che in fase di avvicinamento alla pista 33 richiede una manovra manuale non di precisione, imponendo un addestramento specifico dei piloti. Come fa notare il sito specializzato Aeroporti Calabria, questa procedura non è stata pubblicata da Enav nelle nuove carte di volo Aip che saranno in vigore dal 21 marzo 2024.

Un bluff simile era già accaduto quando Enav fece uscire l'aeroporto Tito Minniti dalla categoria C ma, scomparsa la dicitura, la classificazione rimase comunque uguale secondo criteri Easa. Tanto rumore (o meglio tanti proclami del ministro Salvini) per nulla? Potremo chiederlo al presidente Occhiuto in occasione in un altro incontro che si svolgerà a Reggio, incentrato sulle prospettive di sviluppo dell'aeroporto dello Stretto. Non stiamo parlando della conferenza stampa di O'Leary ma di un ulteriore dibattito pubblico con la partecipazione di Sacal, dirigenti Enac e rappresentanti di Ita Airways, al momento l'unico vettore operante nello scalo reggino. Molto meno nelle grazie degli utenti del Tito Minniti a causa dei biglietti salatissimi, Ita è però la compagnia di bandiera e nel suo futuro c'è il matrimonio con un big del settore, Lufthansa. Per questo è importante che non lasci Reggio Calabria, aprendo la strada a una dimensione esclusivamente low cost che, oltre l'euforia per l'accesso a offerte di viaggio convenienti, potrebbe in realtà avere molti svantaggi. 

Ryanair, pronta a conquistare lo scalo dello Stretto, sembra orientata per l'applicazione della nuova procedura di volo, che consente la possibilità di un addestramento strumentale. Proprio in questi giorni si stanno svolgendo test di preparazione sulle rotte alternative per la pista 33. Ma se la procedura non è stata inserita nell'aggiornamento delle Aip, ci si chiede se la compagnia sarà autorizzata a farlo. E' però facoltà di Enac, sulla base di esigenze legate alla sicurezza o allo sviluppo del traffico aereo, richiedere lo sviluppo di una nuova procedura o la modifica di una esistente - cosa che è avvenuta proprio per Reggio Calabria. E nel caso di procedure che non sono di utilizzo pubblico ma riguardano uno specifico scalo, potrebbero ricevere una speciale autorizzazione anche se non rientrano nelle Aip vigenti. 

L'operazione Ryanair e il target delle rotte previste dalla compagnia irlandese

E' ormai chiaro che tutti questi movimenti sono legati all'operazione Ryanair sicuramente di grande interesse collettivo ma anche cavallo di battaglia del governo regionale e del centrodestra. Tra parole e fatti c'è l'ostacolo dell'operatività della pista 33, considerata un fardello per la mission aziendale di una compagnia a basso costo. Nessuno ha dimenticato che nel 2019 Reggio ebbe la prima promessa (ufficiale) da parte di Ryanair e all'epoca si parlava già di tratte (Bergamo e la Francia) e persino di test di volo propedeutici, ma poi il vettore irlandese fece ghosting. Un film già visto, ma stavolta pare certo che vedremo almeno le prime scene. 

Il nodo delle rotte di volo è cruciale perché, qualunque soluzione si trovi, saranno obbligatorie spiegazioni su quello che è accaduto in tutti questi anni e informazioni certe sulla sicurezza (motivo delle storiche restrizioni operative).

Al centro del dibattito ci sono anche le tratte che Ryanair porterà a Reggio. Se si confermassero quelle indicate nella manifestazione d'interesse (tra cui Cracovia e Marsiglia), è evidente che i target non saranno l'utenza dello Stretto e i pendolari, a cui servono piuttosto Roma e Milano, per i voli domestici, e le capitali europee per l'estero. La compagnia punterebbe invece sui turisti, e la domanda che si sono già fatti i rappresentanti delle attività produttive è focale: abbiamo l'attrattività giusta per riempire voli provenienti solo dal circuito turistico, e per di più internazionale? E una volta giunti i visitatori, siamo pronti a generare un passaparola positivo e farne arrivare altri?

La "fama" della pista del Tito Minniti finisce nella classifica di un portale di viaggi

Intanto, proprio per la narrazione attorno ai problemi della pista 33, il portale viaggi.nanopress.it ha eletto l'aeroporto Tito Minniti come quello in cui è più difficile atterrare. Un record italiano ottenuto perché "ai piloti verrebbe richiesto di compiere specifici requisiti che non tutti possiedono". Illustrandone i motivi con riferimento alla conformazione orografica del luogo e con accenti quasi poetici (dallo spostamento di ceneri provenienti da "vicini vulcani", alle illusioni ottiche generate dal terreno e la "collina" che ostacola l'atterraggio), possiamo consolarci nel confronto con l'aeroporto londinese di Gatwick, che una ricerca internazionale ha bollato come quello più stressante al mondo. 

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