Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Gioia Tauro

Fra le banane dell'Ecuador erano nascosti oltre 1000 chili di coca

Il sequestro è stato effettuato al porto di Gioia Tauro dalla Guardia di finanza in collaborazione con il personale dell'ufficio dogane

La droga sequestrata al porto

Nell’ambito dell’attività di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, guidato dal colonnello Maurizio Cintura, e i funzionari antifrode dell’ufficio Adm di Gioia Tauro, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria - Direzione distrettuale antimafia, hanno individuato e sequestrato 1.126 chili di cocaina purissima nello scalo portuale calabrese.

Attraverso una complessa ed articolata attività di analisi di rischio e riscontri fattuali su oltre 2.100 contenitori provenienti dal continente sudamericano, i militari della Guardia di Finanza ed i funzionari doganali, con l’ausilio di sofisticati scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sono riusciti ad individuare lo stupefacente abilmente occultato in un container carico di banane proveniente dall’Ecuador.

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La sostanza stupefacente sequestrata, di qualità purissima, avrebbe potuto essere tagliata dai trafficanti di droga fino a 4 volte prima di essere immessa sul mercato, fruttando un introito alla criminalità organizzata di circa 225 milioni di euro.

Le modalità di occultamento dello stupefacente si dimostrano spesso differenti e sempre in via di evoluzione, obbligando gli investigatori a perfezionare di volta in volta le metodologie operative.

L’attività di servizio testimonia la costante efficace azione posta in essere dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dall’Ufficio Adm di Gioia Tauro per il contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti - con particolare riguardo al porto di Gioia Tauro -, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Dda, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, coadiuvato dal procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci.

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