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Lunedì, 20 Maggio 2024
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Ostruzione delle vie respiratorie: solo pochi secondi per salvare la vita al proprio bambino

In Italia su 8 mila casi l’anno ben mille portano conseguenze gravi e irreversibili, circa 40 portano al decesso. Proposta di legge regionale ferma da giugno 2023. L'intervista al dott Fabio Foti

L’incubo di ogni genitore, che il proprio figlio soffochi a causa del cibo. In questi casi è fondamentale intervenire tempestivamente, in quanto ogni secondo è prezioso per salvare la vita del bambino, e farlo con perizia.

I dati sono chiari: quasi un decesso alla settimana a causa dell’ostruzione delle vie respiratorie. I pericoli maggiori sono rappresentati da piccole parti che i bambi fino ai 5 anni possono ingerire, come batterie, giochi o, tra i cibi, wurstel, mozzarella calda, che raffreddandosi si compatta, o caramelle.

In questi casi è importante che i genitori, gli addetti alle mense e il personale scolastico sappiano intervenire. 
Questo è possibile apprendendo le tecniche di disostruzione attraverso un corso. Fabio Foti, medico reggino che da anni si occupa di disostruzione, spiega a ReggioToday come intervenire.

“Tutti dovremmo essere in grado di operare la disostruzione delle vie respiratorie. Siamo in attesa di una legge regionale che è attualmente ferma da giugno 2023. La proposta è del consigliere Ernesto Francesco Alecci, e attende il passaggio in seconda e terza commissione prima dell’approvazione in aula”.

Cosa prevede la legge?
Istituirebbe un obbligo di partecipazione ai corsi, così come previsto dalle linee guida del ministero e come già avvenuto in altre regioni italiane quali Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise e Piemonte. Destinatari della legge sarebbero i genitori di bambini da zero a 5 anni, il personale delle mense scolastiche, operatori di comunità, case famiglia e centri accoglienza minori, il personale scolastico docente e non di scuole dell’infanzia, scuole primarie, private e pubbliche”.

Che tipo di tecnica si adopera in genere?
“La manovra di Heimlich. È la più accreditata ed è risolutiva nel 95-99 per cento dei casi di ostruzione”.

I numeri sono preoccupanti, 8 mila casi di ostruzione l’anno in Italia. Mille con conseguenze gravi e irreversibili e circa 40 i decessi.

Ma quanti secondi abbiamo per intervenire prima che il danno sia irreversibile? E in quali casi?
“I segni sono chiari, noi parliamo di colore e rumore. In caso di ostruzione totale in pochi secondi il bambino diventa scuro in viso, quasi nero, e smette di emettere suoni. In presenza di questi chiari segnali si deve intervenire immediatamente con la manovra, alternata alla disancorazione, in attesa del 118.

Trascorsi 2-3 minuti senza che il cervello riveva ossigeno abbiamo anossia cerebrale, e il bambino va in arresto cardiocircolatorio. In questo caso la manovra non va più praticata perché la priorità è riattivare il cuore con massaggio cardiaco e defibrillatore”.

Fabio Foti

In caso di ostruzione la manovra va sempre praticata? 
“No, se non ci sono i segni e l’ostruzione è parziale no. Altrimenti si rischia di peggiorare la situazione”.

A volte capita di non riuscire ad intervenire, di restare bloccati di fronte ad un evento drammatico.
“L’evento si chiama Freezering, è un fenomeno psicologico che porta a reagire con un'immobilizzazione fisica ed emotiva di fronte a una cosa terrificante. Il corso è fondamentale soprattutto per questo, non solo per imparare la tecnica ma, psicologicamente, per aumentare la percezione di essere in grado di salvare una vita, situazione che porta ad intervenire prontamente. Il punto è passare dal pensiero all’azione”.

Le tecniche di disostruzione sono uguali per tutte le fasce di età?
“No, c’è la disostruzione pediatrica diversa che si divide in lattanti, da 0-1 anno, che viene praticata con 2 dita, e da 2 a 10/12 anni, a seconda del peso e dello sviluppo del bambino; infine abbiamo quella per gli adulti.

Ricapitolando: nel caso di occlusione parziale non si interviene, se è totale e il soggetto è cosciente si interviene con la manovra e, in caso di persona non cosciente, con occlusione totale si procede con massaggio cardiaco?
“Esattamente. E sapere come intervenire, avendo la prontezza di farlo fa la differenza tra la vita e la morte”.

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