Venerdì, 19 Luglio 2024
Le intercettazioni

'Ndrangheta, nervi tesi fra i boss per il cantiere dei parcheggi del nuovo palazzo di giustizia

Totò Libri si era risentito per il tentativo dei De Stefano di chiedere il pizzo all'imprenditore che stava effettuando i lavori. E' quanto emerge dall'ordinanza "Atto Quarto"

Sul cantiere per la realizzazione del parcheggio del nuovo palazzo di giustizia si registrarono momenti di tensione fra le cosche del mandamento centro. Lo si evince dai brogliacci delle intercettazioni registrate dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Alfonso Iadevaia, confluite nell’ordinanza di custodia cautelare Atto quarto firmata dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia reggina ed emessa dal gip Flavia Cocimano.

In particolare, nella ricostruzione degli investigatori della Mobile, le frizioni si registrarono fra i De Stefano ed i Libri perché gli esponenti della cosca di Archi si presentarono in cantiere per esercitare pressioni sulla ditta che stava eseguendo i lavori il cui titolare, però, per gli inquirenti era  “cosa nostra” della famiglia di Cannavò.

Così Totò Libri raccontava l’accaduto ad un interlocutore, mentre le cimici della Squadra mobile registravano tutta la conversazione, “All’epoca prende e chiama a Giovanni e gli dice vedi che dei parcheggi non gli devi dare soldi a nessuno! i soldi me li devi dare a me”.

La richiesta non veniva accolta dall’imprenditore che rivolgendosi al boss del casato Libri avrebbe ribattuto “io non glieli porto”. Il fatto, però, aveva provocato l’indignazione di Totò Libri che era andato a trovare il De Stefano “rimproverandogli - come si legge nelle carte dell’ordinanza - anche su mandato del boss Pasquale Libri, il grave sgarbo che i Libri avevano subito”.

In quell’occasione il boss della cosca di Archi, spiegano gli inquirenti, “aveva tentato di giustificarsi dicendo che non aveva fatto in tempo ad avvertirli, ma Totò Libri aveva rimarcato che lui non aveva nessuno titolo per prendere impegni”.

“Dice - si legge nelle intercettazioni ma così faccio cattivo cuore, il peggio è il tuo, ha detto mio zio Pasquale, perché tu sei un grandissimo scostumato e dice no ma non ho fatto in tempo, ma chi sei che ti prendi gli impegni”.

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