Duro colpo alla cosca Labate, scattano sei arresti e il sequestro di un'azienda: i nomi

All'alba di oggi i Carabinieri, su indicazione della Direzione distrettuale antimafia, hanno portato a compimento l'operazione "Cassa continua"

L'inchiesta è stata effettuata dai Carabinieri

All’alba di oggi è scattata l’operazione “Cassa continua”: un blitz che ha portato in carcere membri della cosca Labate dediti ad estorsioni, detenzione di armi e trasferimento fraudolento di valori. L’indagine è stata condotta dai Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica e della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore capo Giovanni Bombardieri.

Gli uomini del colonnello Giuseppe Battaglia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari e contestuale decreto di sequestro preventivo nei confronti di 6 persone (4 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), nonché una misura interdittiva personale (sospensione per mesi 12 dall’esercizio di pubblico ufficiale o servizio) e una misura di sequestro preventivo delle quote di partecipazione e di tutti gli elementi presenti nel patrimonio aziendale riguardante una impresa di onoranze funebri denominata “Croce Amaranto” con sede in Reggio Calabria. Le misure emesse dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, Antonino Foti, su richiesta dei Sostituti procuratori Diego Capece Minutolo e Stefano Musolino, nei confronti dei sottonotati individui:

Pietro Toscano, reggino 67enne, (in carcere);

Paolo Falco, reggino 50enne, (in carcere);

Antonio Laurendi, reggino 64enne, (in carcere);

Francesco Toscano, reggino 41enne, (in carcere);

Massimiliano Latini, nato a Lodi 44enne, (arresti domiciliari); 

Vincenzo Laurendi, reggino 31enne, (arresti domiciliari); 

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Antonia Messina, reggina 66enne, dipendente del Comune di Reggio Calabria (misura interdittiva della sospensione per mesi 12 dall’esercizio di pubblico ufficiale o servizio).

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