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Cronaca

Per i periti di parte Ciro Russo "non è affetto da alcun vizio di mente"

Nell'udienza di ieri l'intervento dei consulenti della difesa, per il perito della Corte d'appello l'uomo "non era capace di intendere e volere"

Quanto Ciro Russo diede fuoco all'autovettura sulla quale viaggiava l'ex moglie, Maria Antonietta Rositani, era capace di intendere e di volere.

E' questa la conclusione alla quale sono arrivati i periti di parte (Taglieri, D'Aniello e Marasco) che hanno avuto modo di osservare e studiare il comportamento dell'uomo che, in primo grado, è stato condannato a 18 anni di reclusione per il tentato omicidio della ex moglie.

Il consulente tecnico, cui la Corte d'appello ha assegnato l'incarico peritale, aveva concluso per una parziale compromissione, al momento dei fatti, della capacità di intendere e di volere dell’imputato che comunque, «con ragionevole certezza», non era «totalmente abolita».

Nell'udienza di ieri, chiesta dal collegio difensivo composto dagli avvocati Alessandro Elia, Massimiliano Santaiti e i legali di Udi e Insieme per Marianna per controbattere agli esiti della perizia del consulente della Corte d'appello, è emerso che Ciro Russo "non è e non era al momento dei fatti affetto da alcun vizio di mente".

La corte, dopo aver acquisito le perizie difensive e posto il divieto assoluto di pubblicazione di atti processuali, ha rinviato la discussione delle parti all'udienza del 12 gennaio 2022.

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