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I turisti mordi e fuggi portati qui dai Bronzi e poi innamorati di Reggio Calabria

In arrivo molti gruppi: il trend della stagione è positivo, ma bisogna lavorare sulle criticità e far fermare i visitatori, che in Calabria pernottano di rado e altrove

Reggio Calabria si promuove come città turistica, tra potenzialità, progetti e punti critici. ReggioToday ne parla in un'inchiesta che approfondirà i temi principali del dibattito anche ascoltando i cittadini e gli operatori del settore

La città è bellissima, i Bronzi sono magnifici. Negli ultimi giorni su corso Garibaldi e lungomare sono apparse alcune comitive estive di turisti: un segnale incoraggiante e che - ci dicono le guide che li accompagnano - è solo l'inizio di un trend positivo che attraverserà tutta la stagione con arrivi programmati. Persiste però il punto debole del turismo a Reggio che non riusciamo ad emendare, ovvero l'etichetta di destinazione mordi e fuggi. Ieri il nutrito gruppo di visitatori provenienti da Bologna con FroggyTravel aveva programmato una tappa reggina esclusivamente per il museo archeologico e i mitici guerrieri, dei quali poi sulla pagina dell'agenzia si scrive: "La perfezione da ogni angolatura". Per il resto il giudizio sulla città è sicuramente entusiastico, ma non tanto da fermarsi più di una giornata. Previsto soltanto un giro a Scilla e Sant'Elia, poi la compagnia è ripartita. 

Oggi è andata meglio con il gruppo Get arrivato da Vicenza, 23 persone con un tour programmato in tutta la regione, che incontriamo questa mattina mentre visitano la pinacoteca civica: loro hanno deciso di dedicare un'intera giornata a Reggio pernottando. Lyudmyla Lytvynenko, manager turistica e interprete che fa parte delle guide associate della Calabria, spiega: "Il museo lo vedremo pomeriggio, siamo già stati in Cattedrale, al castello aragonese e sul lungomare, ieri a Pentedattilo e Motta San Giovanni, domani saranno a Scilla e poi proseguiremo verso Tropea e Pizzo". Inutile negare l'evidenza, resta un miraggio spodestare dal trono le località della costa degli dei. Lytvynenko e il collega Giancarlo Meggiarin confermano che i turisti del segmento di permanenza breve, se decidono di fermarsi qualche giorno scelgono Tropea o Capo Vaticano. A farlo sono soprattutto gli stranieri (gli italiani quasi sempre sono "volanti"), e in particolare i tedeschi chiedono espressamente soggiorni nel Vibonese - sebbene prima del Covid, proprio dalla Germania era giunto in città un contingente di 600 tour operator interessato allo sviluppo di investimenti sul territorio.

Lytvynenko, ucraina che abita qui da dodici anni ed è una professionista del settore, aggiunge: "Il momento è positivo, a maggio sono andate molto bene le scolaresche e ora stiamo registrando molti arrivi dall'estero; Giappone, Australia, Inghilterra, e un contratto rinnovato per il secondo anno con agenzie di Svezia e Paesi Bassi. Rispetto all'anno scorso c'è un aumento di presenze del 20%".

L'anniversario dei Bronzi di Riace

A fare da traino è il cinquantesimo dei Bronzi di Riace - con un anno di ritardo, per il quale la responsabilità è ascrivibile ai tanti errori della campagna di promozione regionale, soprattutto nella tempistica. E' una conferma, i Bronzi sono il nostro miracoloso deus ex machina (le guide ci parlano con soddisfazione della media di 1500 ingressi al museo con punte di 5000 nei festivi), ma c'è da riflettere sul fatto che il target più fertile per la città è straniero, e fuori dai confini italiani ci conoscono (o sarebbe meglio dire che sanno della nostra esistenza) soltanto per merito dei Guerrieri.

Tutto il resto sarà una scoperta, e ben venga perché i commenti dei visitatori sono di convinta approvazione. Ma sarebbe ora di spingere sull'acceleratore della comunicazione su tutto ciò che Reggio offre a livello culturale, di accoglienza, di paesaggio. "Al museo già lo facciamo - dice ancora Lyudmyla Lytvynenko - con la testa del filosofo e i reperti delle colonie greche, sul lungomare oggi ci siamo fermati a far vedere le colonne di Tresoldi e le installazioni di Rabarama". 

Le guide turistiche in pinacoteca

Un handicap che dirotta i turisti sul fronte del pernottamento è la situazione dell'aeroporto. Ovviamente chi arriva dal Nord o dall'estero atterra a Lamezia e da lì è facile prevedere soste nella zona o persino verso il Cosentino. Detta così sembra una tristissima guerra tra poveri, ma per le strutture ricettive della nostra provincia si traduce in numeri, guadagni o perdite. Non è campanilismo, in amore e marketing tutto è lecito. Per fortuna abbiamo i Bronzi. E Scilla. Sì, perché uno dei principali asset del territorio, cioè il mare, non porta la gente a Reggio ma nella perla del Tirreno, diventata ormai una star sui media internazionali di settore e non solo. La manager ci dice pure che da molte agenzie le richieste riguardano il filone di tipicità ed esperienze a contatto con la natura: "A Seminara si visitano le fabbriche di ceramica e qualcuno vuole fare attività pratica realizzando manufatti, poi ci sono i corsi di cucina con i prodotti locali e il trekking sui nostri sentieri". 

Fare rete per lo sviluppo del turismo

Partiamo da qui. Fare rete tra città e provincia per mettere in connessione i punti di forza del territorio e costruire un turismo meno estemporaneo, in sintonia con la vocazione slow ed esperienziale di Reggio e provincia. Facciamo passaparola oltre i Bronzi, che da soli saranno sempre legati a visite fugaci. Facciamoci fare pubblicità dagli stessi turisti, che una volta tornati veicoleranno la promozione migliore. Godiamoci la vista dei riconoscibilissimi cortei abbigliati con cappelli anti sole, scarpe comode e zainetti dietro le guide con le bandierine, ma mettiamo a frutto questo piccolo capitale. "Siamo arrivati quasi in piena notte per vedere il più possibile in giornata", ci diceva ieri una simpatica signora di Crevalcore. Per il ponte lungo del 2 giugno l'agenzia ha proposto l'arcipelago campano e Capri, oggi i viaggiatori emiliani sono già altrove. 

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