Gli scenari del Tito Minniti

Aeroporto di Reggio Calabria, Occhiuto insiste: "Ad aprile le 8 rotte Ryanair" ma la data non c'è

Al congresso provinciale di Forza Italia il governatore assicura un imminente incontro con l'ad della compagnia, che finalmente dovrebbe ufficializzare

Roberto Occhiuto torna a sfoderare la grande promessa per l'aeroporto di Reggio Calabria, l'arrivo di Ryanair. Al congresso provinciale di Forza Italia stamattina il governatore nel suo intervento ha voluto fare un passaggio sul Tito Minniti. E tra gli applausi della platea azzurra ha ribadito quella che alla maggior parte dei reggini, memori del passato, sembra la solita vendita di fumo: l'esordio della regina delle low cost in riva allo Stretto. "Non avrei voluto dirlo ora ma perché non c'è ancora la data - ha detto sorridendo Occhiuto - ma da aprile l'aeroporto di Reggio avrà le otto rotte di Ryanair, quattro nazionali e quattro estere. A breve ci saranno grandi novità - ha aggiunto - perché incontrerò l'ad della compagnia per ufficializzare". 

Negli ultimi mesi il presidente lo ha detto già molte volte, abbinando questo impegno a quello della soluzione del problema delle restrizioni, annunciata per la fine del 2023 e sfumata. Su quel fronte l'obiettivo è poi diventato l'alternativa tecnica con rotte allo studio di Enac - nuova scadenza, che è ormai arrivata, metà gennaio. Su Ryanair Occhiuto non ha mai smentito o ridimensionato la concreta trattativa per l'attività del vettore irlandese a Reggio Calabria da aprile. E stamattina al congresso ha rincarato la dose: "Quando siamo arrivati, in questo aeroporto non c'era nulla e ora ci sono Roma e Milano. E in un momento in cui le low cost stanno riducendo le rotte al Sud, noi rafforzeremo Ryanair in Calabria con Reggio". 

Sullo sfondo i bandi ritardatari, a cui Sacal sta lavorando e che dovranno riempire la cornice della manifestazione d'interesse a cui aveva risposto Ryanair inserendo nella sua proposta anche il Tito Minniti. Bandi senza i quali quello della compagnia irlandese non è un impegno a tutti gli effetti ma soltanto un'intenzione.

Aprile è a un tiro di schioppo dalle elezioni europee e si può evitare il malizioso pensiero dello scalo reggino come trofeo da campagna elettorale, ma un reale debutto di Ryanair, non offrirà certezze se non esiste un piano regionale che leghi la società sul lungo periodo.

Lo ha dimostrato la recente operazione con SkyAlps, organizzata last minute (volutamente, sussurra qualche sospettoso) e per questo fallimentare: la colpa dell'insuccesso è così ricaduta sull'utenza reggina, che non ha aderito all'offerta natalizia del vettore, imponendo per legge di mercato l'annullamento dei voli, comunque temporanei. 

Adesso i passaggi attesi sono due: da una parte la conclusione dei test sulle nuove rotte per rendere pienamente operativo lo scalo anche in condizioni meteo difficili, condotti con radiomisure e simulate in volo con una strumentazione che servirà anche per l’addestramento dei piloti (il Mit dice che le nuove procedure saranno rilasciate a metà gennaio); dall'altra questa sospirata presenza della compagnia irlandese a insidiare il (costoso) feudo di Ita Airways.

Occhiuto oggi si è spinto a definire dalla prossima primavera lo scalo di Reggio come "aeroporto di Ryanair". Un'idea che però non piace a chi in questi mesi ha espresso dubbi sulla convenienza di sostituire una compagnia di bandiera con una low cost, interpretando questa prospettiva come un'altra penalizzazione del Tito Minniti rispetto ai progetti per l'aeroporto di Lamezia.

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