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L'iniziativa / Villa San Giovanni

No ponte, a Villa protesta solitaria del Wwf per dare la sveglia: "Presidio simbolico ma necessario"

Piero Idone ha voluto manifestare anche da solo per sollecitare i sindaci alla contestazione della grande opera

A Messina il movimento no ponte ieri ha alzato la voce per contestare Pietro Ciucci, ma sull'altra sponda dello Stretto oggi per l'ad della società che gestisce la realizzazione del ponte è andato tutto liscio come quel mare di cui la grande opera adombrerà la visuale. Mare che brillava più che mai sotto un sole già primaverile nella giornata della visita di Ciucci a Villa San Giovanni, placido e privo di onde come la reazione dei nopontisti calabresi, decisamente meno combattivi dei loro dirimpettai.

Qualcuno però si è fatto sentire con una protesta solitaria ma rumorosa. Piero Idone, esponente provinciale del Wwf, ha voluto metterci la faccia e la voce, manifestando davanti al municipio di Villa, mentre era in corso l'incontro tra l'ad della Stretto di Messina e i sindaci del territorio. Maglietta rossa con lo slogan no ponte (sottotitolo "a different world is possible", un altro mondo è possibile) e una campanella che ha fatto tintinnare a lungo, chiaramente udibile nella sala consiliare, Idone ha dato letteralmente la sveglia agli amministratori a colloquio con Ciucci.

Un uomo solo, ma perché a lui non si sono uniti altri attivisti del movimento no ponte reggino e calabrese? "Non era il luogo adatto per una manifestazione strutturata e con molti partecipanti - spiega - però ho ritenuto importante e necessario esserci organizzando un presidio dal valore simbolico. Ho voluto dire ai sindaci di svegliarsi perché in questo momento sembra che i nostri amministratori siano sotto una sorta di incantesimo, sedotti dalle tante lusinghe di sviluppo, risorse e aiuti che vengono promesse con il progetto del ponte".

Il video della protesta di Idone, pubblicato da un attivista su Facebook

Idone lancia un messaggio preciso ai sindaci della provincia reggina che si apprestano a dire la loro sul ponte in conferenza di servizi: "Devono pretendono certezze adesso, prima di far partire un progetto assolutamente campato per aria, nel quale infatti l' Europa non ha messo ne' metterà un euro. E' evidente a tutti ormai che il progetto definitivo del ponte mantiene gli stessi problemi segnalati da Mario Monti e che poi portarono l'iter del ponte ad arenarsi".

"Quelle criticità ancora esistono - continua l'ambientalista - e non sono cambiate, ma con la resurrezione della Stretto di Messina si stanno portando fino al progetto esecutivo. Se non si ferma questo processo, le conseguenze saranno irreparabili per Sicilia e Calabria".

Il rappresentante reggino del Wwf si riferisce alle ripercussioni economiche a carico delle due regioni a causa di un'opera che ha enormi debolezze tecniche e non potrà essere portata a termine. "Abbiamo già dirottato sul ponte tanti fondi che servivano per la nostra sanità, le strade e le ferrovie e continuano a finire nelle tasche dei consulenti e manager lautamente pagati. Ora rischiamo anche di dover risarcire la ditta appaltatrice quando il progetto si fermerà essendo basato su fondamenta che lo rendono irrealizzabile. E poiché andiamo verso l'approvazione dell'autonomia differenziata, la responsabilità ricadrà non sullo stato ma sulle regioni".

La prospettiva pare però quella di un vicino via libera da parte dei Comuni in conferenza di servizi. Rassegnazione, resa o le amministrazioni si sono davvero fatte convincere? "Temo che i sindaci siano moralmente sotto ricatto - risponde Piero Idone - e non reagiscono perché temono poi ritorsioni economiche, ma sono anche sedotti dal miraggio di ottenere aiuti, sostegno e rilevanti opere compensative. Saranno solo briciole del ricco piatto della società Stretto di Messina"

Svegliatevi, ha gridato sotto le finestre del municipio Idone, che è impegnato nella mobilitazione contro il ponte dal 2012. "E' una battaglia che conduco non solo sul piano personale come cittadino di Villa San Giovanni - commenta - ma per i nostri figli e la futura generazione. Ci stanno propinando bugie per lucrare e arricchirsi sulle spalle dei nostri territori, distruggendo bellezza e lasciando nuove cicatrici come l'ecomostro di Piale. Un intervento realizzando risparmiando sull'azoto liquido - conclude - Su quel cantiere avrebbero potuto causare delle morti ma evidentemente avranno fatto i loro calcoli su un eventuale rischio di risarcimento... valutazioni economiche nelle quali la vite umane sono senza valore". 

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