Mercoledì, 17 Luglio 2024
L'iniziativa

Un parco nazionale dello Stretto è la risposta di Avs Europa Verde al ponte del "faraone" Salvini

Il deputato Angelo Bonelli presenta la proposta di legge per l'istituzione di un'area naturalistica e culturale che comprende la Costa Viola

"Salvini sta giocando a fare il faraone con i soldi pubblici dello Stato ma il ponte sullo Stretto non sarà mai la sua piramide". Così Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde-Verdi e deputato Alleanza Verdi e Sinistra, lancia un chiaro messaggio al ministro dei trasporti e le infrastrutture a proposito della grande opera su cui il governo ha messo il turbo.

A Palazzo San Giorgio Bonelli ha presentato oggi la proposta di legge depositata alla Camera su iniziativa dei deputati Avs per l’istituzione di un parco nazionale dello Stretto e della Costa Viola. L'obiettivo è tutelare l'ecosistema e il grande patrimonio paesaggistico, storico e culturale di un'area che tra le due sponde dello Stretto copre una geografia variegata di ambienti marini e terrestri. Insieme a Bonelli hanno illustrato il progetto di legge rappresentanti calabresi e siciliani di Europa Verde come Elisa Romano (direzione nazionale), Gerardo Pontecorvo, (co-portavoce per la città metropolitana di Reggio), Orlando Amodeo e Mauro Mangano (co-portavoce Sicilia). 

"E' una risposta non esaustiva ma importante - continua Bonelli - a chi pensa al ponte in un territorio con gravi ritardi nei collegamenti, nella sanità e nelle infrastrutture. Per la Calabria, che ha un hinterland isolato e con uno stato di trasporti e viabilità arretratissimo, quest'opera non è la priorità, ma Salvini dimentica le reali esigenze del Sud. Il ministro - ha aggiunto - sta compromettendo 12 miliardi di risorse dello stato, frutto di tagli alle pensioni e la sanità e dell'azzeramento del fondo nazionale per il trasporto pubblico". 

Della proposta di legge l'onorevole spiega: "Lo Stretto costituisce una zona rilevante sotto il profilo ambientale e storico e costituendo un parco si potrà garantire una tutela. La finalità è anche una valorizzazione culturale dell'area, che avrà effetti positivi sul turismo e l'economia locale".

Un vasto territorio marino e terrestre con tante specificità da tutelare

Nel testo della proposta si descrive il territorio del futuro parco, che va da Capo Peloro, a Messina, fino al Monte Sant'Elia e la Costa Viola, nei cui 37.000 ettari si trovano peculiarità preziose come il sentiero del tracciolino, i terrazzamenti con muri a secco già riconosciuti patrimoni mmateriali Unesco, i fortini storici protetti dal ministero della cultura e i fondali di Scilla, per i quali c'è l'idea di creare una zona di riserva integrale. Lo Stretto è habitat di centinaia di specie acquatiche oltre che canale di passaggio di pescespada, tonni, aguglie imperiali e dei grandi cetacei diretti nell'ideale sito di riproduzione delle isole Eolie.

Sul versante calabrese, il parco interesserà i centri abitati di Cannitello, Scilla, Bagnara e Favazzina. Pontecorvo ha precisato che la presenza di zps (comprese nella rete Natura 2000) non sarà ostativa alla gestione da parte di un ente, il quale invece potrà sostituirsi all'attuale frammentazione delle competenze. Le aree protette rimarranno ma con una zonizzazione su livelli diversi di tutela e fruizione. 

L'area calabro-sicula ha tutti i requisiti previsti dalle legge quadro 349/91 sulle aree protette e in particolare citati nell'articolo 2, che elenca gli elementi fisici, geomorfologici, biologici, naturalistici e culturali che costituiscono un parco nazionale e ne motivano l'intervento dello stato per la sua conservazione. Per la sua estensione su regioni diverse il parco dello Stretto e della Costa Viola avrà caratteristiche simili ad altri già istituiti in Italia come quello dell'Appenino tosco-emiliano e nella stessa Calabria quello del Pollino (che comprende zone della Basilicata). Per la sua tipologia marina e terrestre ha un precedente nel parco ligure delle Cinque Terre.

Ponte, ritardi nella Via. Bonelli: "Salvini gioca con i soldi dello Stato"

Come si motiva nel testo della proposta di legge, lo Stretto è un'area naturalistica unica, nella quale il ponte sarebbe un'intrusione, tanto più che la valutazione di impatto ambientale non è ancora partita e i tempi non saranno brevi. Lo afferma Bonelli riferendo dello stato dell'opera dopo un'interlocuzione con l'ad della Stretto di Messina: "Proprio ieri Ciucci mi ha detto che non potrà consegnarmi, come avevo chiesto, la relazione di Webuild sul progetto perché parziale e in una fase endoprocedimentale. Per il parere e le successive procedure per la Via e le conferenze di servizi si arriverà oltre fine giugno, in ritardo sul timing dei cantieri stabilito da Salvini, che con le sue follie e farneticazioni sta sprecando soldi pubblici che al Sud servono per ben altro". 

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