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Contribuenti e dolori

Quando pagheremo meno tasse? Confermate le aliquote massime delle imposte provinciali

Anche nel nuovo esercizio finanziario rimarrà applicata la percentuale più alta prevista dalla normativa, ecco per quali imposte

Non sembra avere mai fine il salasso tributario per i cittadini di Reggio Calabria. Dopo l'uscita del Comune dal piano di riequilibrio, nel nuovo percorso di programmazione senza vincoli la voce più attesa dai contribuenti è la riduzione di tasse con il lungo record di più alte d'Italia. Quando avverrà non è dato sapere, perché nella seduta consiliare in cui lo scorso anno si annunciò il trionfale traguardo, raggiunto dall'amministrazione dopo dieci anni, si era precisato che il processo di allentamento della pressione tributaria sarebbe stato graduale, privilegiando le urgenze di una gestione amministrativa finalmente a pieno regime.

E io pago, direbbe Totò. I dolori arrivano anche dall'altro fronte della Metrocity, dove la musica resta uguale. Nell'ambito dello schema di bilancio di previsione 2024-26, il consiglio metropolitano ha infatti deliberato la conferma delle attuali tariffe delle imposte provinciali continuando ad applicare le aliquote massime prevista dalla legge.

In particolare, per l'imposta provinciale di trascrizione è previsto il 30%, ma soprattutto è rimasta immutata la tariffa massima per due tasse che riguardano molto da vicino la vita dei residenti nei comuni metropolitani, tra cui Reggio Calabria. 

Piccole insidie nascoste nelle nostre cartelle, pazze e non. Non tutti lo sanno, ed è il caso di dire che spesso paghiamo senza renderci conto del come e perché. Si tratta dell'imposta per l'assicurazione da responsabilità civile automobilistica, la cui aliquota può essere fissata tra il 12,50 e il 16%; e il Tefa, tributo per l'esercizio delle funzioni ambientali: una tariffa addizionale alla Tari, che viene incassata dai singoli comuni all'interno della somma della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani in misura compresa tra l'1 e il 5%. In entrambi i casi la deliberazione del consiglio metropolitamo dello scorso 29 gennaio ha stabilito di confermare le percentuali massime vigenti. 

In sede di discussione del Documento Unico di Programmazione per il triennio 2024-2026 l'abbassamento della carissima aliquota Tefa era stato chiesto dall'opposizione in consiglio metropolitano, rilevando come il servizio da parte della Metrocity si è ridotto con il trasferimento delle funzioni di gestione del ciclo dei rifiuti all’Arrical. Il minore impiego di risorse umane e finanziarie per il settore permetterebbe di ridurre l'aliquota del 5% alleggerendo il peso che grava sui contribuenti. Ma la proposta di modifica non è stata accolta e per i prossimi due anni toccherà pagare caro, come sempre. 

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