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Mercoledì, 29 Giugno 2022
L'attività di indagine / Gioia Tauro

La guardia di finanza sequestra beni per 11 milioni di euro a imprenditore gioiese

Sotto chiave 2 società operanti nel settore della lavorazione di materiale ferroso, di una ditta individuale operante nel settore della raccolta e del trasporto di rifiuti speciali, 3 fabbricati, fondi obbligazionari, rapporti bancari e finanziari e relative disponibilità

Undici milioni di euro sotto chiave. E' questo il bilancio di un'azione di prevenzione portata a compimento dai militari del comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria, guidati dal colonnello Maurizio Cintura, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri. Le fiamme gialle reggine hanno eseguito un provvedimento emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di compendi aziendali, beni immobili, fondi obbligazionari, rapporti bancari e finanziari e relative disponibilità - per un valore complessivo stimato in oltre 11 milioni di euro - riconducibili ad un imprenditore gioiese, operante nel settore della raccolta e gestione di rifiuti speciali e metallici.

La figura criminale del proposto era emersa nell’ambito delle operazioni denominate: “Mala pigna”, nel cui ambito il predetto, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, è stato destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere - emessa dal gip di Reggio Calabria – in relazione ad una pluralità di capi di imputazione, tra i quali quello di cui all’articolo 416 bis del codice penale, quale capo, promotore ed organizzatore della cosca “Piromalli” e “Rinascita scott", nel cui ambito il predetto, allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità, era stato attinto da ordinanza di custodia cautelare in carcere - emessa dal gip del tribunale di Catanzaro - sempre per reati di natura associativa di stampo mafioso.

La locale Direzione distrettuale antimafia - sempre più interessata agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla criminalità organizzata - valorizzando le funzioni proprie della guardia di finanza nella prevenzione e contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del Paese e di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati - ha delegato il gruppo investigazione criminalità organizzata (Gico) a svolgere apposita indagine a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di una misura di prevenzione.

L’attività è stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali - dirette o indirette - effettuate dall’anno 1997 all’anno 2019, ricostruendo il patrimonio del quale il medesimo disponeva, direttamente o indirettamente, il cui valore risultava sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi.

Alla luce di tali risultanze, la sezione Misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria, allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dell’intero patrimonio riconducibile all’imprenditore, nonché al rispettivo nucleo familiare, costituito dal compendio aziendale di 2 società operanti nel settore della lavorazione di materiale ferroso, di una ditta individuale operante nel settore della raccolta e del trasporto di rifiuti speciali, oltreché 3 fabbricati, fondi obbligazionari, rapporti bancari e finanziari e relative disponibilità, per un valore complessivo stimato in oltre 11 milioni di euro.

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