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La relazione

Interdittive antimafia, la Calabria in testa: sono 134 i provvedimenti censiti dalla Dia

Questi provvedimenti, come spiegato nella relazione semestrale, vengono emessi per "proteggere e dirigere l'attività economica nazionale"

I tantacoli delle mafie sugli appalti pubblici, gli interessi dei boss sul denaro in arrivo dall'Europa per cambiare il volto del Paese e, soprattutto, i dati riferiti all'azione dello Stato per contenere l'espansione mafiosa nell'economia regolare e sottrarre ai "mammasantissima" ciò a cui tengono di più: la crescita dei propri beni. C'è anche questo dentro la relazione della Direzione investigativa antimafia, guidata da Maurizio Vallone, riferita al primo semestre dell'anno 2021.

Sono 455 i provvedimenti interdittivi antimafia emessi nel corso del I semestre 2021, 71 in più rispetto all'analogo periodo 2020, quando erano stati 384 (+18% circa). In testa tra le regioni è la Calabria, con 134, seguita dalla Sicilia con 73 e dalla Campania con 62. I dati sono contenuti nella relazione della Direzione investigativa antimafia relativa al primo semestre del 2021. Al Nord i provvedimenti sono stati 42 in Emilia Romagna e 37 in Lombardia, e al Sud 29 in Puglia.

"Con l'interdittiva in termini generali si impedisce alle imprese interessate di stipulare contratti con la pubblica amministrazione in ossequio al principio costituzionale di assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione - spiega la relazione - Nel contempo si concorre al mantenimento di un sano regime concorrenziale ed alla difesa dell'ordine pubblico economico che ha la funzione di garantire, proteggere e dirigere l'attività economica nazionale". I provvedimenti, ricorda la relazione, sono emessi dalle prefetture e comunicati all'osservatorio centrale appalti pubblici della Dia.

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