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La decisione

Processo Miramare, la Cassazione ha deciso: Falcomatà assolto e torna sindaco

La Corte suprema ha anche deciso l'assoluzione per i consiglieri comunali imputati

"Vi do la garanzia e la certezza che tornerò presto. Alla prossima!", aveva detto così lasciando la fascia da sindaco Giuseppe Falcomatà, all'indomani della condanna di primo grado ad un anno e quattro mesi di reclusione per abuso d'ufficio. E oggi, dopo due anni di udienze, è arrivata la sentenza della Cassazione che mette fine al processo Miramare: tutti assolti.

Così ecco che il sindaco Giseppe Falcomatà potrà tornare prestissimo a palazzo San Giorgio e con lui anche gli assessori che erano stati imputati: Saverio Anghelone, Armando Neri, Rosanna Maria Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Agata Quattrone e Antonino Zimbalatti. 

Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Roberto Aniello, durante l'udienza di questa mattina a Roma,  aveva chiesto l’annullamento della condanna perché il reato è prescritto, ma la corte è andata oltre considerando l'abuso di ufficio non consumato, rendendo quindi il fatto non punibile. Il procuratore Aniello aveva anche spiegato che il fatto forse andava qualificato in maniera diversa e ci sarebbero potuti essere dubbi sulla ricostruzione della vicenda, che però non potranno essere risolti, proprio perché il reato è prescritto. Da qui l'annullamento, senza rinvio, della sentenza d'Appello. 

Assolti anche l'imprenditore Zagarella, e la segretaria comunale Giovanna Antonia Acquaviva e l'ex dirigente Maria Luisa Spanò. 

Giuseppe Falcomatà aveva chiesto in questi anni alla città di resistere e l'aveva affidata a Paolo Brunetti e Carmelo Versace, perché si doveva pensare, aveva detto, all'interesse della città, che deve essere messo sopra ogni cosa. Abbiamo il dovere, la responsabilità e la voglia di andare avanti. Dobbiamo farlo anche perché stiamo vivendo una stagione storica con i fondi del Pnrr ed i tanti progetti in campo". E Reggio Calabria in attesa della sentenza del "Palazzaccio" ha cercato di resistere, con i sindaci facente funzioni e con i progetti da portare avanti.

Adesso si aprirà una nuova stagione per Reggio Calabria. Ci saranno i tempi tecnici dettati dalla prefettura per il ritorno del primo cittadino a Palazzo San Giorgio e poi sicuramente il rimpasto di giunta, lavorando per il bene della città fino allo scadere naturale del mandato. Anche se c'è chi, dai banchi dell'opposizione, si augurava si andasse subito al voto per pensare al futuro di Reggio Calabria. 

Ma per Giuseppe Falcomatà c'è ancora il processo Miramare bis, il sindaco deve rispondere ancora di abuso di ufficio, per la denuncia del movimento Reggio Futura che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica per evidenziare "la stranezza" della mancata costituzione del Comune come parte civile proprio nel processo Miramare. L'udienza è già fissata per il prossimo 14 novembre. 

Dall'aula bunker al "Palazzaccio": le tappe del processo Miramare 

Il processo Miramare è nato da un’inchiesta sulle irregolarità nelle procedure di affidamento all’associazione Il sottoscale, che sarebbero avvenute senza bando, del Grand hotel Miramare. Nel 2015,  infatti, l’immobile era stato concesso senza alcun bando pubblico all’associazione riconducibile all’imprenditore Paolo Zagarella. Al centro delle indagini, infatti c’erano i presunti rapporti tra Falcomatà e Zagarella che, in occasione delle elezioni comunali del 2014, aveva concesso gratuitamente al sindaco di Reggio Calabria alcuni locali di sua proprietà per ospitare la segreteria politica. 

La sentenza di primo grado arrivò, nell'aula bunker di viale Calabria, il 19 novembre 2021. Il presidente del collegio giudicante come Fabio Lauria, ha letto la sentenza e ha condannato Giiuseppe Falcomatà ad un anno e 4 mesi di reclusione, con la sospensione della condizionale della pena, per abuso di ufficio.  vede finire così il suo mandato da sindaco ed incassa il colpo con molta classe evidenziando di essere stato assolto dal reato di falso.

Aspettate le motivazioni della sentenza ecco che i legali di Falcomatà hanno presentato ricorso in Appello. Così dopo un altro anno, l'8 novembre 2022 la sentenza della Corte d'Appello di piazza Castello ha condannato Giuseppe Falcomatà e gli altri imputati nell'ambito del processo di secondo grado sulla vicenda Miramare. I giudici reggini dopo oltre otto ore di camera di consiglio hanno deciso, la presidente Lucia Monica Monaco, con a latere i giudici  Antonino Laganà e Concettina Garreffa, ha letto il dispositivo di sentenza: per Giuseppe Falcomatà è giunta una condanna ad un anno di reclusione, mentre per gli altri imputati a sei mesi di reclusione. 

Una riduzione di pena, quindi, ma in sostanza la Corte d’Appello ha confermato l’impianto accusatorio nel processo Miramare: il sindaco “sospeso” di Reggio Calabria è stato condannato per abuso d’ufficio anche in secondo grado. Dunque ancora un ricorso alla Corte di Cassazione, a Roma, per avere la sentenza definitiva. 

Oggi, dunque, i giudici della Corte di Cassazione mettono fine al processo Miramare e per Reggio Calabria si apre un nuovo capitolo. 

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