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L'intervento

Museo del mare, Polimeni: "A rischio 50 posti di lavoro nell'inerzia dell'amministrazione"

L'avvocato, già presidente del consiglio comunale, denuncia una vicenda legata alla realizzazione della grande opera

Prosegue l'iter per la realizzazione del museo del mare di Zaha Hadid, ma la soddisfazione del neo assessore comunale Carmelo Romeo espressa ieri annunciando un altro step del progetto, non sono condivise da tutti. 

A replicare all'assessore è l'avvocato Natale Polimeni, già consigliere comunale e presidente del consiglio comunale, che accende i riflettori su una vicenda parallela alla creazione della grande opera. L'area demaniale dove sorgerà il museo del mare era stata infatti occupata in concessione dal 1980 dal Cantiere Nautico Reggio, e nel 2013 il Comune si era impegnato a trasferire l'attività economico-industriale in altra area individuata. Ma questo non è mai accaduto nonostante le tante sollecitazioni da parte della società interessata e la perdita di 50 posti di lavoro.

Tutta la storia è ripercorsa da Natale Polimeni in una lunga nota, che riportiamo e inizia così, andando subito al punto: "L'assessore Romeo si dichiara 'contento', contento di aver superato lo scetticismo generale e soprattutto di essere pronto ad apprestare il cantiere. Ben venga la felicità, ben venga (finalmente) l’opera. E’ giusto, però, che la città sia a conoscenza di ciò che sta accadendo, di ciò che accadrà nel prossimo futuro, quale sarà il prezzo che, per esclusiva colpa dell’amministrazione comunale, si andrà a pagare".

La vicenda dei cantieri e società produttive nell'area dove sorgerà il museo

"Era il lontano 1980 allorquando il Cantiere Nautico Reggio avviava la sua attività di riparazione, rimessaggio, alaggio e varo imbarcazioni nel molo Candeloro. Lì, proprio lì dove dovrà sorgere il museo del mare. Attività questa necessaria ed essenziale per i diportisti reggini, ma soprattutto per il traffico nello Stretto, per la vigilanza di questo ed infine per l’immediato soccorso di imbarcazioni in difficoltà che necessitano di essere immediatamente alate. L’unico cantiere nautico da Gioia Tauro a Roccella dotato di travel lift (sistema di prelievo delle imbarcazioni a mare) che assicura assistenza ai piloti dello Stretto, alle forze di Polizia, ai diportisti reggini ed a quelli nazioni ed internazionali".

"L’amministrazione comunale, ben consapevole dell’esistenza del cantiere e della sua funzione essenziale, circa dieci anni or sono comunicava, in data 22.12.2012, che le aree demaniali in concessione sulle quali la società svolgeva (e svolge) la propria attività erano interessate dai lavori di realizzazione del 'museo del Mediterraneo', giusta decreto del 28 aprile 2011. Analoga comunicazione veniva effettuata a tutti i titolari di attività in quegli spazi e finanche all’unico (e si ribadisce unico) maestro d’ascia della città metropolitana, peraltro corteggiato dai cantieri genovesi e livornesi per le sue abilità tecniche".

"Il 30 ottobre 2013 la stessa amministrazione avviava il procedimento per la definizione del componimento bonario della cessione delle aree. E veniva finanche individuato un nuovo sito (lato nord di Pentimele) per trasferire dette attività. L’Amministrazione si faceva finanche carico, nel lontano 2013, di effettuare le opere di 'sbancamento, realizzazione di strade e servizi ed infrastrutture' e si impegnava a concorrere ai costi di trasferimento. Giusta accordi intercorsi, atti amministrativi adottati, il cantiere nautico rinunciava al ricorso e rimaneva in attesa di trasferirsi".

"Il 30 giugno 2023 la Città di Reggio Calabria richiedeva all’Autorità portuale dello Stretto l’attivazione di procedure di acquisizione delle aree demaniali marittime interessate alla realizzazione del museo del mare (tra cui quella della Cantiere Nautico e della ditta Cotroneo). L’Autorità portuale dello Stretto avviava dette procedure non senza sottoscrivere un protocollo d’intesa che impegnava il Comune di Reggio Calabria 'a rendere disponibili aree di propria competenza al fine di ricollocare adeguatamente le attività economico/industriale, in atto oggetto di concessione demaniale marittima, insistenti nell’area interessata dalla progettazione in argomento, per garantire altresì, una rapida conclusione delle necessarie attività funzionali al loro utilizzo; nel rispetto delle norme che regolano la concessione di aree demaniali'.

Il ricorso al Tar e l'obbligo per il Comune di adempiere al trasferimento delle attività

"Il Tar della Calabria con ordinanza dell’8 novembre così stabiliva: Considerato che la scadenza del termine di inizio dei lavori di riqualificazione da eseguirsi nell’area demaniale per cui è causa, prevista da cronoprogramma ministeriale entro la fine del mese di marzo 2024, non osti al mantenimento del cantiere navale della società ricorrente, nelle more della definizione della fase procedimentale attualmente all’esame della Conferenza dei servizi e consenta, al tempo stesso, all’Amministrazione comunale di adempiere, con oneri finanziaria proprio carico, all’obbligo convenzionalmente assunto di rendere disponibili aree di propria competenza al fine di ricollocare adeguatamente le attività economico/industriale, in atto oggetto di concessione demaniale marittima, insistenti nell’area interessata dall aprogettazione in argomento, per garantire altresì, una rapida conclusione delle necessarie attività funzionali al loro utilizzo, così cooperando anche alla realizzazione dell’interesse della concessionaria; il Tar per la Calabria, Sezione Staccata di Reggio Calabria, accoglie la domanda cautelare e, per l’effetto, sospende l’efficacia dell’impugnata ingiunzione di sgombero". 

"Numerosi sono stati i solleciti, le richieste di incontro per avviare il trasferimento del cantiere nautico. L’Amministrazione è rimasta immobile, inerte, ferma, insensibile ad ogni richiesta . Mi si potrebbe obiettare che tutto ciò che vi sto raccontando è di poco interesse per la città, riguardando i singoli. Ma non è così! Come trascurare che il mancato trasferimento (a questo punto ostinatamente voluto dall’amministrazione comunale) comporta la perdita di circa 50 posti di lavoro (tra i lavoratori effettivamente occupati e l’indotto relativo), comporta la perdita per i diportisti reggini, per i pescatori professionisti e non, per il turismo nautico reggino, nazionale ed internazionale, per il traffico dello Stretto commerciale e non per le forze di polizia, dell’unica realtà in grado di soddisfare - per la peculiare posizione e per le particolari attrezzature - le esigenze di costoro".

"Amministrazione sorda davanti alla perdita di posti di lavoro, questo non è fare politica" 

"Mi dispiace, ma l’essere così sordi dinanzi a queste esigenze, dinanzi alla perdita di posti di lavoro, al futuro di interi nuclei familiari, all’interesse di tutto ciò che ruota intorno alla nautica, al traffico ed alla vigilanza dello Stretto, non è fare politica. Non giudico l’opera. Il museo del mare potrà essere una grande, bellissima opera o una cattedrale nel deserto. Poco importa. Giudico la politica. La Cantiere Nautico da un anno a questa parte sollecita il trasferimento, si è dichiarata disponibile a trasferirsi in qualunque località sul mare nel Comune di Reggio Calabria. Ma la politica è sorda".

"Caro assessore Romeo, ho smesso di fare politica, ho fatto il consigliere comunale ed anche il presidente del consiglio comunale , l’ho fatto con Italo Falcomatà, ho coniato il termine, di cui con piacere si impossessò il sindaco, di Primavera di Reggio. Eravamo un gruppo di giovani che costruivano una nuova città ma soprattutto ascoltavano i cittadini e le forze produttive. La missione era di fare politica nel senso più alto e nobile del termine. Non si può essere contenti quando si calpesta, per indifferenza, il futuro di 50 famiglie e si calpesta la nautica , il turismo nautico di una città votata a questo. Cosa faremo del Museo del Mare se non ci sarà più chi il mare lo potrà frequentare navigandolo?"

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