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Dagli imponenti scogli ai vortici turbolenti, quei mostri mitologici Skilla e Cariddi nello Stretto di Messina

Chi erano i draghi marini e le arpie alate che inghiottivano i naviganti? Viaggio alla scoperta delle turbolente correnti marine sotto la lente d'ingrandimento del biologo Angelo Vazzana

Impetuoso, imprevedibile e soprattutto straordinariamente unico. Lo Stretto di Messina sin dall'antichità ha  destato interesse,  il suo fascino ha incantato la letteratura antica con le  figure della mitologia classica, dai mostri marini che tormentavano i naviganti fino alle terrificanti arpie che inghiottivano le navi.  Il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie di questo tratto di mare che unisce le due sponde, in compagnia dell'esperto Angelo Vazzana, continua con un fenomeno naturale strettamente legato, per simbologia, ai racconti dell'Odissea: le correnti marine.

"Tutto ciò che riguarda lo Stretto è legato alla sua particolare  conformazione morfologia- specifica l'esperto biologo, medico, paleontologo, istruttore scientifico subacqueo, fotovideoperatore naturalista -quest'area si definisce Stretto per antonomasia, non solo  per  essere quella parte di mare  più stretta che unisce  Punta Pezzo e Punta Faro,  ma soprattuto perchè a 76 metri c'è una cresta di montagna , un valico tra i due bacini di Scilla e Area dello Stretto che si possono paragonare a due mezzi imbuti. Questi  comunicano continuamente tra loro  si allargano e si restringono  creando equilibrio costante. Ad influenzare inoltre le correnti marine anche l'attrazione della luna  e il microclima che provoca i venti di canale ". Nell'arco del mese infatti quando c'è il novilunio  o il plenilunio   le correnti di equilibro subiscono ulteriori variazioni .

Durante il giorno, ogni sei ore nello Stretto, c'è un movimento armonico  in cui si alternano  corrente montante  ( verso Nord e verso il Tirreno) e corrente scendente dal  Tirreno all' Area dello Stretto intervallati  da momenti di stanca. Grazie alle correnti le acque di superficie incontrano quelle di profondità, sotto i 400 metri, che mantengono sempre una tempertura stabile non  essendo mai riscaldate dalla  luce del sole . "Questo incontro tra i due flussi  genera i vortici e ciò avviene  in modo incidente a Punta Pezzo perchè  è da lì che comincia la cresta , vortici che si manifestano  anche a Punta Faro e nella Rada San Ranieri e sono visibilI dunque anche dal traghetto durante l'attraversamento dello Stretto" , aggiunge il biologo.

Ma cosa collega le correnti e i vertici alla mitologia greca? " Con Skilla e Cariddi si identificano in maniera simbolica i pericoli della navigazione- continua Vazzana-  si tratta di anfitriti ovvero draghi marini,  figure femminili solo dalla cinta in sù". Con Cariddi ( colei che risucchia) si fa riferimento alle correnti e ai votrici che si generano e con Skilla ( colei che dilania) si indicano gli scogli contro cui sbattevano le navi in preda ai vortici marini. " I vortici e lo scorrere di correnti profonde e di superficie - puntualizza Vezzana- provocano rumori  assimilabili a dei lamenti che nell'Odiessea vengono rappresentati con le sirene alate, rapaci metà donne : le arpie. Queste incantavano i marinai le cui navi intrappolate dalle  correnti sbattevano  davanti alla rupe della  rocca di Scilla,   quella che per Odisseo  incarna il  mostro  di  Skilla . Si tratta di scogli  che dal VI secolo a.c.  e fino al terremoto del 1783 erano in superficie e che in seguito ai numerosi sismi  si trovano oggi in profondità . " I pinnacoli di queste rocce- conclude Vazzana- sono visibili sott'acqua , li ho soprannominati i tre denti di Skilla e  oggi sono ricoperti da una magnifica foresta di coralli: le gorgonie. La simbologia di Skilla  però non finisce qui perchè è collegabile  anche al pesce drago di mare, creatura abissale scientificamente chiamata Chauliodus skyllae,  descritto anche nell'Odiessa e trovato  nella spiaggia degli abissi tra Cannitello e Punta Pezzo, sempre grazie allo scorrimento di acque profonde e di superficie". Per scoprire queste e altre bellezze che ruotano intorno allo Stretto non resta che visitare Il Museo di Biologia Marina e Paleontologia di Reggio Calabria , dove si può trovare la collezione scientifica di Biologia marina e di Paleontologia o fossili di Angelo Vazzana .

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